Statua S. Giovanni Nepomuceno - San Michele a/A
Durante i lavori di rettifica del percorso dell’Adige scavando una banchisa fu rinvenuta la statua di Giovanni Nepomuceno che nel 1700 era stata eretta dalla famiglia de Grammatica in mezzo alle acque su un terreno di loro proprietà.
Nella disastrosissima inondazione di metà ‘700, la statua fu abbattuta dall’acqua e ricoperta dalla ghiaia che aveva trasformato in deserto gran parte della piana. A San Michele il ritrovamento parve miracoloso e la gente, messa da parte la rovinata statua, si impegnò a costruirne una più grande che pose poi vicino al fiume, quale protettore contro la furia delle acque.
Dopo qualche spostamento, dovuto alla ricostruzione dei vari ponti sul fiume Adige, la statua venne collocata di fronte all'attuale ponte in cemento e vi rimase fino al 1984. Il degrado subito dall’inquinamento suggerì di portarla nell’aiuola a sinistra della salita che porta alla chiesa dove nel 2004 venne restaurata. Nello stesso anno fu riprodotta una copia fedele della statua che prese il posto originale davanti al ponte; posizione non casuale visto che la leggenda vuole questo Santo Boemo quale protettore contro le alluvioni e di coloro che attraversano i ponti. Nelle vicinanze della statua inoltre è stato ristrutturato l'ex albergo alla Rosa, uno dei due storici alberghi della borgata assieme all'Aquila Nera, ricavandone un centro di documentazione storica. All'interno è esposta una gigantografia della mappa raffigurante il tratto di valle dell'Adige tra S. Michele e Laghetti di Egna eseguita tra il 1802 e il 1805 da Ignaz von Nowack, confrontata con una ortofoto digitale in ripresa aerea dello stesso tratto di valle . La mappa di Nowack permette di documentare come il torrente Noce fino al 1852, prima della sua deviazione verso Zambana, sfociasse a S. Michele proprio davanti all'albergo alla Rosa.
Nella disastrosissima inondazione di metà ‘700, la statua fu abbattuta dall’acqua e ricoperta dalla ghiaia che aveva trasformato in deserto gran parte della piana. A San Michele il ritrovamento parve miracoloso e la gente, messa da parte la rovinata statua, si impegnò a costruirne una più grande che pose poi vicino al fiume, quale protettore contro la furia delle acque.
Dopo qualche spostamento, dovuto alla ricostruzione dei vari ponti sul fiume Adige, la statua venne collocata di fronte all'attuale ponte in cemento e vi rimase fino al 1984. Il degrado subito dall’inquinamento suggerì di portarla nell’aiuola a sinistra della salita che porta alla chiesa dove nel 2004 venne restaurata. Nello stesso anno fu riprodotta una copia fedele della statua che prese il posto originale davanti al ponte; posizione non casuale visto che la leggenda vuole questo Santo Boemo quale protettore contro le alluvioni e di coloro che attraversano i ponti. Nelle vicinanze della statua inoltre è stato ristrutturato l'ex albergo alla Rosa, uno dei due storici alberghi della borgata assieme all'Aquila Nera, ricavandone un centro di documentazione storica. All'interno è esposta una gigantografia della mappa raffigurante il tratto di valle dell'Adige tra S. Michele e Laghetti di Egna eseguita tra il 1802 e il 1805 da Ignaz von Nowack, confrontata con una ortofoto digitale in ripresa aerea dello stesso tratto di valle . La mappa di Nowack permette di documentare come il torrente Noce fino al 1852, prima della sua deviazione verso Zambana, sfociasse a S. Michele proprio davanti all'albergo alla Rosa.